We are Shardana

Genere: Antropologico Durata: 76 min


Un affascinante viaggio nella Sardegna più profonda e sconosciuta alla scoperta di scenari da favola e di alcune leggende legate alla tradizione orale sarda. Il protagonista di questa avventura è Paolo (Andrea Fornalè), un giovane studente di storia, intento a preparare la sua tesi di laurea incentrata proprio su questa terra dalle radici millenarie. Lo accompagnerà una misteriosa donna sarda conosciuta sull'isola, Maria Carmen (Elisa Pistis), che lo condurrà in luoghi suggestivi e sorprendenti. Grazie a lei conoscerà realtà che lo lasceranno incredulo ma soprattutto gli faranno ricordare storie ed aneddoti che oramai da anni aveva dimenticato.

SPECIFICHE FILM

  • Formato
    2K flat 24 fps
  • Audio
    Dolby 5.1
  • Lingua
    Italiano, Sardo
  • Sottotitoli
    Inglese

Informazioni pertinenti

  • Protagonisti:
    Andrea Fornale', Elista Pistis
  • co-protagonisti:
    Luciano Roman, Ketty Montagner, Guido Laurjni, Gisella Vacca, Giovanni Maccioni

Storia

Paolo e’ un giovane friulano iscritto alla facoltà di storia all’università di Bologna. Appassionato di etnografia ed entusiasta dei contenuti esposti dal professore durante una delle ultime lezioni di antropologia culturale, decide che l’argomento da approfondire per la sua tesi di laurea verterà sugli Shardana e le civiltà prenuragiche e nuragiche. Ne parla con il professore che ben volentieri lo sostiene in questa sua idea, accettando di divenire il suo relatore. Il giovane rientrato a casa per il fine settimana, illustra ai genitori il suo progetto. Paolo partirà verso i primi di Aprile in totale autonomia, con l’auto fino a Livorno e poi in traghetto fino a Cagliari. Ad un certo punto la sua ricerca diventerà qualcosa di ben piu’ curioso ed interessante grazie a Maria Carmen, una misteriosa donna del luogo che lo accompagnerà lungo il suo percorso che diverrà una sorta di viaggio alla scoperta dei misteri della cultura e della storia sarda.

Nota dell’Autrice Chiara Errico

“We are Shardana” è un documentario cinematografico giovane, fatto con giovani e destinato a tutti. Tanti forse conoscono il fascino che esercitano le fiabe, specialmente se create in modo un po’ immaginoso ed ingenuo: gnomi, streghe, fate, spiriti malevoli, folletti, trolls e molti altri popolano un mondo speciale. Facendo un passo indietro nel tempo di parecchi anni, è facile pensare che quando gli umani vivevano ancora a stretto contatto con la natura, erano più sensibili alla percezione della presenza di queste creature: magari qualcuno veniva anche preso per matto perchè ci interagiva ma in ogni caso nelle comunità c’era una sorta di nota e tacita convivenza. Col passare del tempo, con l’evolversi della qualità della vita fino ad arrivare ai tempi moderni, gli umani hanno perso il contatto con quel mondo relegandolo a sottovalutati racconti da tramandare oralmente, soprattutto dai nonni. Hanno anche dimenticato le emozioni che quelle creature erano in grado di suscitare, nel bene e nel male. Pensando a com’ero durante la mia infanzia, sono giunta alla conclusione che da sempre sono i bambini ad avere ancora la facoltà di interagire con quel mondo speciale perchè essi hanno un’innata serenità interiore: sono puri ed innocenti. In effetti quando giocavo, ricordo che tutto veniva naturale: tutto ciò che era inanimato prendeva vita. Dai 4 ai 10 anni circa i bambini vedono i loro soldatini combattere, le bambole volare o ballare, credono alle fate, agli orchi, agli animali parlanti e li vedono. E scommetto che chiunque ricorderà di strane paure notturne, di essere sgomenti al ritrovarsi da solo e al buio come se intuisse la presenza di qualche misterioso mostro in agguato. Desumo quindi che le prime persone ad entrare in contatto con uno “Sbilf” o un “Maskinganna” dovevano essere ignare, immaginose, sognanti e spaurite proprio come i bambini. Ma allora siamo sicuri che i piccoli amici che mi insegnarono ad arrampicarmi sul pino vicino casa e le strane presenze percepite anche dai miei coetanei fossero soltanto frutto dell’immaginazione?”.

diretto e prodotto da CHRISTIAN CANDERAN

scritto da CHIARA ERRICO

camera VINCENZO MALANGA

suono ALESSANDRO MOLINO

montaggio RICHARD BENNET
costumi SISINNIA SODDU

scenografie UBALDO SODDU

trucco EMILIA POLONI

production manager PROMETEO VACCA

direttrice di produzione CHIARA ERRICO

musiche CEZAME Agency | VEGAS ON BASS | Nova Cumpanzia Ovoddesa

post produzione audio FRANCO FERUGLIO

post produzione colore LUCA BERTOSSI

immagine LUCA MENEGON

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